Finisce ai rigori l’avventura della Res Roma in Coppa Italia, dopo uno 0-0 combattuto contro la Pink Bari e una lotteria dagli undici metri che premia le padrone di casa. A decidere è l’errore di Di Giammarino dal dischetto, con Aprile che intuisce e para il primo penalty giallorosso.
È una serata che lascia addosso un senso di occasione sfumata. La Res crea di più, tira di più, colpisce una traversa e costringe il portiere barese a più interventi decisivi. Ma nel calcio, soprattutto in partite secche come questa di Coppa Italia, non basta produrre gioco: serve concretezza. E quando si arriva ai rigori, tutto si riduce a pochi metri e a un attimo di lucidità.
Equilibrio e occasioni mancate
Melillo, privo di diverse titolari tra infortuni e convocazioni, sceglie un 3-3-2-2 con Nagni e Martinovic in avanti, sostenute da Greggi e Simonetti. L’avvio è promettente: Nagni si muove bene tra le linee, serve Martinovic che viene anticipata di un soffio, poi sfiora il palo con una conclusione potente. La Res dà l’impressione di poter indirizzare la gara.
Aprile, però, tiene in piedi la Pink Bari. Prima respinge un colpo di testa di Fracassi, poi salva di piede su Simonetti lanciata a un metro dalla porta. Dall’altra parte le pugliesi crescono con il passare dei minuti e sfiorano il vantaggio con Piro, che dal limite manda fuori di poco.
La partita resta aperta, senza che nessuna delle due riesca a trovare il guizzo decisivo. Nella ripresa la Res riparte forte: Greggi crossa per Martinovic, che trova ancora l’opposizione del portiere. Nagni semina il panico sulla destra, ma il pallone attraversa l’area senza che nessuna riesca a deviare in rete.
La chance più clamorosa arriva al 34’ della ripresa: Picchi lascia partire un destro dal limite che si stampa sulla traversa. È il momento che fotografa la serata: la Res spinge, la Pink resiste.
La lotteria dei rigori
Dopo novanta minuti senza reti e quattro di recupero, si va ai calci di rigore. È qui che cambia tutto. La Pink Bari è impeccabile: Ceci, Bassano, Rogazione, Parascandolo e Piro non sbagliano. Per la Res segnano Ciccotti, Simonetti e Labate, ma il primo tiro, quello di Di Giammarino, viene parato da Aprile. È l’episodio che pesa.
Il 5-3 finale premia la squadra di casa, che affronterà la Fiorentina nel turno successivo. Per le giallorosse resta l’amarezza di una partita giocata con personalità, ma senza la necessaria freddezza negli ultimi metri.
Testa al campionato
A fine gara Melillo parla di numeri: diciotto tiri contro due, un dominio territoriale evidente, ma poca incisività. È un’analisi lucida. In partite così serve trasformare le occasioni in gol, altrimenti il rischio è quello di affidarsi al caso.
L’eliminazione brucia, soprattutto per come è maturata. Ma la stagione non finisce qui. La Res Roma è ancora in corsa in campionato e può giocarsi le proprie carte nel finale. La Coppa si chiude con rimpianti, il campionato chiede subito una risposta. E ora conta solo quella.








