Diciassette anni appena compiuti e già un percorso ricco di esperienza.
Giorgia Marin, centrocampista del Venezia Under 19 impegnato nel campionato Primavera 2 (girone A), è una delle giovani più interessanti del settore giovanile arancioneroverde. Nel suo cammino ci sono già diverse convocazioni nelle rappresentative regionali e nazionali, ma tutto è iniziato in modo semplice, quasi inatteso.
Un esordio nato per caso
“Mi sono avvicinata al calcio a quattro anni”, racconta. All’inizio solo partite improvvisate con il fratello e gli amici, poi qualcosa è cambiato. L’episodio decisivo arriva una domenica mattina: durante un triangolare della squadra del fratello manca una giocatrice e il mister le chiede di scendere in campo.
“La mia prima partita l’ho giocata quasi per caso”, ricorda. “Accettai senza esitazione. Da quel momento iniziai ad allenarmi con continuità e smisi di essere solo la sorella di uno dei giocatori: ero una calciatrice anch’io”.
La passione più forte di tutto
Come tante coetanee, Giorgia ha provato anche altri sport, dall’atletica al nuoto. Ma il calcio ha avuto un impatto diverso. “Credo di aver capito che fosse il mio sport quando ho iniziato a fare sacrifici senza che mi pesassero. La passione era più forte di tutto”.
Allenamenti, partite, studio: una routine intensa, ma affrontata con entusiasmo. “Ogni pallone toccato mi faceva sentire nel posto giusto. Per questo ho deciso di dedicarmi completamente al calcio”.
La crescita in Primavera 2
L’approdo del Venezia in Primavera 2 ha rappresentato un salto importante. “È stato un livello più alto, sia tecnicamente che mentalmente. Ogni gara è una sfida stimolante e ci spinge a dare qualcosa in più”.
Dopo un inizio complicato, la squadra ha trovato equilibrio e oggi punta a consolidare la categoria. “Vogliamo crescere come gruppo e dimostrare il nostro valore”, spiega Marin, convinta che l’unione sia il vero punto di forza.
I modelli e il ruolo in campo
Centrocampista offensiva, capace di segnare e fornire assist, Giorgia guarda a modelli di alto livello. “Nel calcio femminile mi ispiro ad Alexia Putellas per visione e leadership. Nel maschile il mio riferimento è Kevin De Bruyne, per la qualità nei passaggi e la capacità di leggere il gioco”.
Due esempi che raccontano la sua idea di calcio: dinamismo, intelligenza tattica e concretezza negli ultimi metri.
Studio e futuro nello sport
Tra campo e scuola, l’organizzazione è fondamentale. “Non è sempre facile conciliare tutto, ma lo sport mi ha insegnato disciplina e gestione del tempo”.
Guardando avanti, Giorgia ha le idee chiare: dopo le superiori vuole iscriversi all’università, possibilmente in un ambito legato allo sport. Fisioterapista, insegnante di educazione fisica o preparatrice atletica sono le strade che la affascinano di più. “Mi piacerebbe restare nel mondo dello sport anche in futuro”, spiega.
E se un giorno dovesse lasciare il calcio giocato? “Spero di continuare il più a lungo possibile. Ma in ogni caso vorrei lavorare con i giovani e trasmettere i valori che lo sport mi ha insegnato”.
Determinata, lucida e concreta. Qualità che in campo fanno la differenza e che raccontano già molto del futuro di Giorgia Marin.








