La sconfitta di Como ha cambiato drasticamente le carte in tavola per la corsa Champions. Gasperini è rimasto solo e Ranieri ha le sue colpe.
La trasferta di Como si è trasformata in un vero e proprio incubo per la Roma di Gian Piero Gasperini, lasciando in dote non solo una sconfitta per 2-1 che scotta in ottica Champions, ma una scia di veleni che promette di agitare Trigoria per settimane. Il match è girato intorno a un episodio che ha del paradossale: l’espulsione di Wesley al minuto 64 per una doppia ammonizione nata da un fallo che le immagini hanno attribuito con discreta certezza a Rensch. Da quel momento, la gara ha preso una piega nervosa, con i giallorossi incapaci di contenere la velocità dei lariani in superiorità numerica e un arbitro, Massa, finito inevitabilmente nell’occhio del ciclone.
Tuttavia, a far rumore quasi quanto il fischio finale è stato l’atteggiamento di Gasperini. Il tecnico giallorosso, visibilmente alterato da quella che ha percepito come un’ingiustizia solare, ha abbandonato il rettangolo verde evitando accuratamente il confronto con Cesc Fabregas. Un mancato saluto che ha innescato una dura replica dello spagnolo, il quale ha definito il gesto “antisportivo”. In una sfida che valeva il quarto posto, la Roma ha perso la bussola emotiva, palesando una fragilità gestionale che va ben oltre l’errore tecnico o tattico.
La solitudine di Gasp: l’analisi di Ugo Trani e il silenzio societario
A gettare una luce ancora più cruda sulla situazione è intervenuto il giornalista Ugo Trani ai microfoni di Te la do io Tokyo, evidenziando una spaccatura che sembra isolare l’attuale tecnico così come accadde in passato con lo Special One. Il punto centrale non è solo la sconfitta, ma la gestione della “questione ambientale” e la mancanza di uno scudo societario forte nei momenti di crisi. Secondo Trani, il silenzio dei vertici giallorossi dopo il caos del Sinigaglia è un segnale allarmante: “Il fatto che Ranieri non sia andato davanti i microfoni è una cosa quantomeno spiacevole. Gasperini è solo come lo era stato Mourinho dopo Budapest”.

La solitudine di Gasp: l’analisi di Ugo Trani e il silenzio societario – romafemminile.it (foto: profilo X Roma)
L’analisi di Trani tocca poi la passività della Roma nei confronti dei torti subiti, confrontandola con la reattività degli altri club: “Con una Roma decente, ovvero quella di Napoli, Massa non fischia il fallo su Koné e la partita finisce pari. Gli altri protestano e noi no, noi stiamo nascosti. A Roma la divisione è che ci sono giornali che difendono Lotito e attaccano Gasperini… della Roma interessa solo lo stadio”. Parole che descrivono un allenatore lasciato in trincea a combattere battaglie mediatiche e arbitrali senza il supporto della dirigenza, in un contesto dove il focus sembra essersi spostato pericolosamente dal campo alle infrastrutture, lasciando la squadra in balia degli eventi.








